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ULD aderisce al progetto di solidarietà Rojava Calling

Quello a cui abbiamo assistito negli ultimi anni è il progressivo peggioramento della situazione del Medio Oriente, uno degli scenari dove si combatte oggi la battaglia all’imperialismo internazionale. Con la fase calda apertasi col periodo della guerra al terrorismo durante l’amministrazione Bush, la capitolazione dell’Iraq e le successive rivolte arabe, il territorio mediorientale già martoriato è divenuto un vero e proprio cimitero, dove si compie giorno dopo giorno un massacro ininterrotto a causa delle evidenti mire imperialiste degli Stati Uniti d’America. L’obiettivo principale di questa ondata reazionaria è la balcanizzazione della regione, la distruzione delle forme politico-istituzionali indipendenti e la promozione delle peggiori forme di barbarie che la storia umana abbia mai partorito. La piaga aperta della cruda condizione del popolo palestinese si sta allargando contemporaneamente all’estensione del dominio sionista, mentre parallelamente i governi reazionari della Turchia e dei Paesi del Golfo sostengono finanziariamente e fisicamente il ritorno della peggiore forma dell’Islam radicale, di cui l’ISIS è la punta avanzata. Il nostro compito di internazionalisti ed anti-imperialisti è quello di schierarci senza remora contro questo processo degenerativo ed al fianco dei popoli che resistono, nella difesa del principio inalienabile dell’autodeterminazione. In quest’ottica rientra la nostra adesione e partecipazione al progetto Rojava Calling: una rete nazionale che unisce tutti i soggetti che, nel conflitto siriano, stanno con la resistenza del multietnico popolo curdo e che nella propria Carta costitutiva afferma:

Noi, popoli delle Regioni Autonome (di Afrin, Cizre e Kobane, NdR), ci uniamo attraverso la Carta in uno spirito di riconciliazione, pluralismo e partecipazione democratica, per garantire a tutti di esercitare la propria libertà di espressione. Costruendo una società libera dall’autoritarismo, dal militarismo, dal centralismo e dall’intervento delle autorità religiose nella vita pubblica, la Carta riconosce l’integrità territoriale della Siria con l’auspicio di mantenere la pace al suo interno e a livello internazionale.

È così che crediamo che la lotta dei Curdi assuma nuovo senso in questa mutata situazione regionale. Guardiamo con interesse alle nuove tendenze politiche progressiste della Turchia che cercano di rovesciare il governo colluso con la NATO ed i poteri forti internazionali di Erdogan, e riteniamo che qualsiasi opposizione all’ISIS, che null’altro è che un’oscena creazione a tavolino delle oligarchie internazionali, sia da sostenere a spada tratta. Le decennali incomprensioni tra i Curdi ed i popoli dell’area, impegnati anch’essi per la difesa del proprio territorio, possono trovare composizione all’interno di uno schieramento anti-imperialista esteso. Ribadiamo la nostra solidarietà al popolo siriano, all’asse della resistenza e ad ogni resistenza nazionale all’imperialismo. Riteniamo altresì che, secondo il principio sopra enunciato dell’autodeterminazione, i Curdi debbano trovare un posto nel nuovo Medio Oriente finalmente libero dalle minacce terroristiche fomentate dall’Occidente.

ULD Studenti di Sinistra

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