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Per Chi suona la Campana?

“La scuola è aperta a tutti”. Quello che sembrerebbe uno slogan sessantottino è in realtà il primo comma dell’articolo 34 della nostra Costituzione. Sorge un dubbio: il premier prima di presentare il nuovo ddl ha mai letto tale articolo? Stando a ciò che considera “Buona Scuola” sembra di no. Il nuovo decreto, recentemente approvato alla Camera, porterà alla parziale privatizzazione delle nostre scuole, togliendo centralità nel sistema scolastico sia a docenti che ad alunni.

Chi sarà a beneficiare dell’articolo 9? Stando a quanto dichiara Renzi si assisterà alla rinascita della meritocrazia, si darà inizio a un nuovo sistema in cui saranno gli stessi dirigenti scolastici (o forse sarebbe più corretto definirli manager) a gestire gli incarichi dei docenti precari. I docenti saranno convocati dai presidi e dopo un attento colloquio (sulla base di non si sa ancora quali parametri) verranno definiti degni o meno di insegnare in un determinato istituto. La rivincita del clientelismo? No, secondo il Governo saranno solo i docenti più meritevoli a essere prescelti, dunque i più bravi – o meglio i più “inseriti “. Volendo per un attimo tralasciare la buona fede dei dirigenti scolastici, ci si potrebbe chiedere dove finiranno tutti i precari non desiderati. Il Governo ha una risposta anche a questo: saranno inseriti in appositi albi territoriali, ovvero saranno a disponibilità della Regione e potranno ricevere incarichi in istituti molto distanti tra loro.

Il collegio dei docenti perderà il suo ruolo deliberante, divenendo un semplice organo consultivo. Tutte le decisioni verranno rimandate al consiglio d’istituto che sarà presieduto anche da privati, i quali, sopratutto negli istituti professionali, avranno manodopera da sfruttare tramite accordi di stage. Sono iniziate sin da subito le proteste di docenti e alunni che ancora una volta, insieme ai sindacati che si sono adoperati per la tutela e la salvaguardia della cosiddetta “scuola della res publica”, non hanno portato a risultati concreti. Gli stessi membri della maggioranza al governo hanno chiesto le dimissioni del ministro Giannini, in quanto la riforma è molto diversa dalle proposte della campagna elettorale. Non mi resta dunque che appellarmi agli articoli 33 e 34 della nostra Costituzione, in teoria “fondamento del nostro ordinamento giuridico”, affinché ci si ricordi quali sono i valori costituenti del nostro Paese, d ‘altronde un po’ di educazione civica non ha mai fatto male a nessuno.

Federica Scandurra

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