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L’impossibile Libertà Assoluta

Gli economisti nell’immaginario collettivo sono visti come persone tristi, chiuse nella loro mente fatta di numeri e formule, incapaci di osservare la realtà come si presenta all’uomo comune. Non è un caso che lo scrittore Thomas Carlyle abbia definito l’economia come “the dismal science”, la scienza triste di uomini che negavano la possibilità di un miglioramento della condizione di vita dei poveri che erano spacciati, a causa delle leggi di natura, a vivere incessantemente al loro livello di sussistenza.

La disciplina economica si è evoluta sempre più seguendo il paradigma matematico e ha perso di vista alcune variabili fondamentali che solo pochi economisti invece erano ancora in grado di guardare. L’economista che forse più di altri si è concentrato su queste variabili poco osservate è Amartya Sen, indiano che ha vinto il premio Nobel nel 1995. Le analisi di Sen si sono concentrate su questioni di importanza fondamentale, come ad esempio la capacità di un paese di garantire una buona vita ai propri cittadini rispondendo ai loro bisogni fondamentali. Mentre il paradigma economicista evolveva sempre più verso misure economiche come il Pil, Sen proponeva misure alternative che permettessero di includere negli indici di sviluppo dei paesi anche altre variabili come la qualità della vita, il livello dei servizi ricevuti dai cittadini e così via. Il motivo principale per cui Sen ha vinto nel 1995 il Nobel riguarda una delle questioni più dibattute e importanti nella storia dell’umanità: da una maggiore libertà deriva sempre un maggior grado di efficienza? La risposta di Sen dimostra l’impossibilità di coniugare l’efficienza paretiana con una libertà senza regole. Sen dimostra come sia impossibile in una società non tirannica ottenere l’efficienza (vero mantra degli economisti) senza introdurre delle regole che permettano alla società di vivere pacificamente. Risulta così eliminata la possibilità tanto agognata dagli anarchici di vivere pacificamente in una società senza alcuna regola.

Nonostante la deregulation degli anni ’80 e ‘90 abbia sortito alcuni effetti positivi è da rigettare l’idea che una società senza regole possa autoregolarsi e sono sicuramente da rivedere certi atteggiamenti lassisti nei confronti del sistema finanziario, che ha dimostrato in diverse occasioni di poter essere un peso per lo sviluppo economico mondiale. Se i leader mondiale avessero letto Sen forse avremmo potuto evitare certi eccessi che hanno causato grave danno a milioni di persone.

Edoardo Cefalà

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