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La Fiera dell’Assurdo

Il Grifone, dopo una delle migliori stagioni degli ultimi trent’anni, rischia di soffrire la stessa sorte del Parma della scorsa stagione. La squadra di mister Gasperini ha inanellato un ruolino di marcia invidiabile, esibendo un calcio divertente, guidato dall’estro tattico dell’allenatore torinese, all’insegna dei continui capovolgimenti di modulo e schieramento. Nemmeno la perdita del gioiellino Sturaro e del capitano Antonelli nel mercato di gennaio ha fiaccato la corsa dei rossoblù verso un piazzamento di tutto rispetto, consolidato anche dalla vittoria di sabato contro l’Inter, grazie alla quale ha difeso il sesto posto, ultima piazza utile per l’accesso alle coppe europee.L’Europa League sembra quindi alla portata dei genoani, aritmeticamente davanti ai cugini blucerchiati della Sampdoria anche in caso di sconfitta e contemporanea vittoria della Doria nella ultima giornata di campionato. Purtroppo non è così.

Il motivo è molto semplice e, insieme, paradossale: pare che la dirigenza genoana non abbia consegnato in tempo la documentazione necessaria per il conseguimento della licenza UEFA, condicio sine qua non per partecipare alle competizioni internazionali patrocinate dalla federazione di Michel Platini. La qualifica richiede la certificazione di una serie piuttosto notevole di requisiti, a partire da criteri di carattere sportivo (quindi legati ai rapporti con i tesserati, politica del settore giovanile ed antirazzismo etc…), di carattere infrastrutturale (presenza e disponibilità di strutture d’allenamento e di uno stadio certificato dalla UEFA), di carattere organizzativo e legale (presentazione d’un organigramma della società e di alcune documentazioni riguardo il richiedente la licenza) fino a una solida analisi di carattere finanziario. Il processo, suddiviso in due gradi, prevede la possibilità di impugnare prima davanti alla UEFA stessa e in seguito presso l’Alta Corte di Giustizia del CONI il mancato conferimento della licenza. Pare che il Genoa in primis abbia dimenticato o evitato di presentare domanda per la licenza UEFA nelle date previste dalla prima sessione e che, solo in seguito, ha presentato una documentazione risultata incompleta per la UEFA, che ha bocciato la richiesta del club del presidente Preziosi.

La calorosa curva del Grifone
La calorosa curva del Grifone

L’intenzione del più antico sodalizio calcistico italiano è di impugnare la decisione dell’organo europeo davanti al CONI, ultimo soggetto che possa effettivamente ribaltare la sentenza e permettere al Grifone di giocare le coppe europee. Voci che si sono rincorse negli ultimi giorni rintracciano la causa della mancata concessione della licenza a problemi d’ordine economico-finanziario attinenti alla stabilità della società e, nello specifico, si è sentito parlare di problemi nei pagamenti dei diritti alle prestazioni sportivi di alcuni giocatori che sono passati (tra le dozzine che ogni anno Preziosi prende e vende) sotto la Lanterna. Conoscendo il precedente del Parma, il cui mancato accesso all’Europa League ha sollevato il vaso di Pandora delle difficoltà finanziare del club dell’allora presidente Tommaso Ghirardi, non c’è da dormire sonni tranquilli per i tifosi genoani, essendo poi Preziosi non nuovo a situazioni opache quali il famoso caso Maldonado che nel 2005 costò il passaggio dalla A conquistata sul campo ad una C1 punitiva per una presunta combine nella partita col Venezia. Certi personaggi poi sono abbastanza conosciuti anche a Como e ancora prima a Saronno, dove le voglie di grande calcio di Preziosi hanno coinciso con il declino dei rispettivi sodalizi, abbandonati appena gli investimenti erano diventati troppo onerosi.

Oltre al danno, per il Grifone vi sarebbe pure la beffa di vedere la Doria andare in Europa League al posto suo, un epilogo triste che purtroppo sta per scriversi con l’inchiostro dell’Alta Corte di Giustizia del CONI.

Daniele Novati

 

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