Crea sito

Editoriale – IL ’68 INIZIA QUI!

1

Cari studenti, eccoci qui con un nuovo numero dell’Urlo! Come molti si saranno accorti, il giornale è rimasto fermo per diverso tempo, ma non potevamo permettere che un tale elemento storico morisse. Non tutti infatti sanno che l’ULD (unità, lotta, democrazia), unico gruppo studentesco di sinistra della Cattolica, ha lasciato un profondo segno sulle conquiste del ’68 in termini di diritti dei giovani.
Mi sembrava dunque doveroso non solo mantenere in vita questo giornale, ma anche ripercorrerne brevemente la storia, per farvi capire quanto è stata importante la presenza di una rivolta studentesca che ha ottenuto tanti successi che oggi ignoriamo.

Per questo motivo, ho deciso di fare una ricerca tra tutte le testimonianze sepolte nella sede dell’ULD. Ho trovato diversi cartelloni, tracce di articoli di giornale e vecchie stampe di giornalini che risalgono a periodi differenti e che hanno cambiato nome innumerevoli volte. Ahimè, il bottino è stato alquanto scarso, pare che le vicende dell’ULD e del suo giornale siano parzialmente cadute nel dimenticatoio. Perciò mi scuso per eventuali lacune, e vi racconto quello che ho scoperto.
Buona lettura!

2

Tra il 1967 e il 1968, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano attira l’attenzione della stampa per una fervente rivolta giovanile, dovuta all’improvviso incremento del 50% delle tasse universitarie. La cosiddetta vicenda del “dissenso cattolico” parte con un dialogo diplomatico tra gli studenti e il rettore di quegli anni, Ezio Franceschini, ma presto si trasforma in un conflitto aperto in seguito all’occupazione degli spazi dell’università. In particolare, il 24 maggio 1968 segna la quarta e ultima occupazione, la più lunga. Gli studenti prendono possesso dell’università, dove rimarranno per 15 giorni mentre il rettore rimane chiuso nel suo ufficio. Nella rivolta spicca il nome di Mario Capanna, fondatore dell’ULD.

L’aula Franceschi diventa la sede ufficiale dell’ULD, rimanendo occupata dal ’67 all’83. Dall’83 in poi, la Cattolica desiste e assegna ufficialmente gli spazi al gruppo, tuttavia dimezzandoli. Da allora, l’aula Franceschi è autogestita, autonoma e persino approvata.

Nella foto: Mario Capanna, spicheraggio all'ingresso dell'Università Cattolica di Milano, in preparazione alla storica occupazione dell'ateneo (17 Novembre 1967).
Nella foto: Mario Capanna, spicheraggio all’ingresso dell’Università Cattolica di Milano, in preparazione alla storica occupazione dell’ateneo (17 Novembre 1967).

I primi preziosi reperti scritti che ho trovato sono tuttavia tre numeri che risalgono al maggio 1973 e arrivano all’autunno ’74: il “BOLLETTINO U.C.”, un giornalino di fogli malamente rilegati ancora scritto un po’ a macchina e un po’ a mano, dove compaiono più volte avvisi su dialoghi e comizi all’interno dell’aula Franceschi. Non è ben chiaro se questo giornale fosse di matrice prettamente comunista, perché all’origine i movimenti studenteschi erano eterogenei e godevano anche della partecipazione degli studenti di CL, che era una fazione attiva all’interno della rivolta. Si dice che studenti di CL e di sinistra si fossero riuniti un paio di volte nell’aula Franceschi, ma ben presto si separarono. Il “Bollettino U.C.” potrebbe essere dunque una traccia di quella che era una cooperazione tra studenti di vari orientamenti politici uniti da uno scopo comune. I contenuti di queste stampe riguardano conquiste di diritti ottenuti dal punto di vista universitario (sessioni d’esame distanziate ragionevolmente tra loro, tasse universitarie equamente distribuite ecc.), manifestazioni ed occupazioni varie all’interno della Cattolica e per tutta Milano.

Da qui in poi abbiamo un grosso buco fino a “L’APPESO”, le cui prime stampe non hanno data e le ultime risalgono al 1996. Quindi non si sa se “l’Appeso” sia immediatamente successivo al “Bollettino UC” oppure se ci sia stato altro in mezzo. “l’Appeso” è il primo giornalino in cui compare ufficialmente il logo ULD, affiancato dal simbolo antifascista. Oltre alle notizie di stampo politico-economico ed i commenti sulle elezioni universitarie del tempo, in questi pochi numeri ho trovato un elemento molto interessante: viene indetta un’attività di cineforum con un gruppo di studenti omosessuali o favorevoli all’omosessualità. I film proiettati parlano di tale tematica, che si sta facendo sempre più strada tra il perbenismo e i tabù. “l’Appeso”, tuttavia, segnala subito una pesante censura, fino al ritiro di tutti i film da parte delle autorità della Cattolica. Gli articoli ci aggiornano riguardo le discussioni pesanti con il rettore e il fenomeno si ingrandisce al punto da attrarre la stampa. L’esito risulta negativo: il dibattito sull’omosessualità viene definitivamente censurato. Siamo nel ’96 e gli studenti della Cattolica propongono il confronto con la Statale definendola, a differenza della propria, libera.

Subito di seguito, negli anni ’96-’97, abbiamo il giornale “SANDOKAN”, sempre accompagnato dal logo ULD. Nelle prime pagine viene spiegato che si chiama così perché Sandokan è simbolo della ribellione al dominio. Viene ripreso il concetto di “New Age”, inteso come entrata in una nuova era, nel futuro. È un giornale molto politico, i suoi articoli parlano di Lenin e del post modernismo. Tra le notizie, spicca anche quella relativa alle prime elezioni di Berlusconi nel ’94, compaiono nuovi concetti come la comunicazione politica e il marketing. Ci sono anche dei fascicoli intitolati “SANDOKAN 77”, immediatamente successivi, pubblicati con il contributo del Manifesto. Sono dedicati all’anno 1977 e il loro obiettivo è quello di portare alla luce i fatti avvenuti in quell’anno che sono stati sommersi e censurati.

Nell’anno 2000 c’è “ULD TIME”, un giornalino di cui ho trovato solamente due pubblicazioni. È ricco di colori, immagini, vignette, e i due numeri sono completamente differenti tra loro sia per quanto riguarda il formato che l’interfaccia. Al loro interno, si parla di importanti fatti sociali internazionali ed attuali, come la posizione della donna e la guerra in Palestina.

E per ultimo, ma non meno importante, ecco che arriviamo a “L’URLO”. Il primo numero rinvenuto è dell’anno III, datato novembre 2003. Quindi l’Urlo nasce nel 2000, e all’origine è un mensile. Al suo interno ci sono articoli di politica internazionale, varie rubriche (come la prolissa “Guerre dimenticate”), letteratura e pezzi relativi all’università. Non ci sono ancora le ciniche copertine che rendono l’Urlo tanto popolare. Le prime ritrovate risalgono al 2005, e sono una più provocatoria dell’altra. Eclatante, nel 2007, è la copertina con un fotomontaggio di Benedetto XVI che al posto dell’Ostia tiene un profilattico ancora ripiegato: copertina per la quale la Cattolica sospese i fondi della redazione per quattro mesi.
L’ultimo numero cartaceo che gira ancora in Cattolica risale al 2012 e raffigura un amabile Putin che pesca in un laghetto.

Dunque eccoci arrivati ad oggi. Perché vi ho raccontato tutto questo?
Perché l’Urlo non è un giornaletto qualunque, è un giornale che ha più di quarant’anni di storia, che ha cambiato tanti nomi ma riflette sempre e comunque degli ideali ben precisi e degli scopi comuni. È il giornale universitario che ha fatto il ’68 a Milano, e ha un passato rigoglioso. Perciò, caro studente, non sottovalutare l’Urlo. Perché è grazie al contributo di quegli studenti che si sono riuniti per dare un contributo, cercando di abbattere barriere burocratiche e sociali, che in questi chiostri camminiamo oggi ed abbiamo ciò che abbiamo. E non dobbiamo fermarci qui: la “resurrezione” dell’Urlo lo vede rimodernato, più frequente e più efficiente. Il giornale uscirà ogni tre mesi, ma avrà anche una piattaforma on line dove potersi aggiornare in ogni momento: http://lurlogiornale.wordpress.com/.
Leggi questo giornale come se fosse tuo, perché è esattamente così. L’università è tua, non ti resta che conoscerla!

Un saluto dalla direzione

Laura Marino

Comments are closed.