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Comunicato contro l’aggressione del 3 luglio 2015

Venerdì 3 luglio si è tenuta a Milano una grande e doverosa manifestazione di solidarietà con il Popolo greco ed il suo Governo in questo difficile momento della sua storia e di quella di tutta Europa. In occasione del grande referendum indetto dal Governo, centinaia di persone, gruppi e movimenti anche in Italia hanno assunto coscienza del fatto che il forte “NO!” greco alle misure di austerity, al salvataggio delle banche, alla speculazione sulle spalle degli uomini e dei popoli sia una scelta di dignità non solo nazionale, ma europea e mondiale. Il nostro collettivo universitario (ULD Studenti di Sinistra), che sin dalla sua fondazione ha partecipato in prima fila alle lotte più importanti, con la prima occupazione universitaria in Italia il 17 Novembre ’67, ha ritenuto non solo opportuno, ma necessario, aderire alla manifestazione di Venerdì. In quest’epoca di crisi assoluta è responsabilità di ognuno prendere parte al cambiamento.

Siamo rimasti sconcertati però di fronte ad un episodio gravissimo accaduto a due membri del nostro collettivo: dopo aver partecipato al presidio in Darsena insieme al resto del gruppo, sono stati improvvisamente circondati da un gruppo di una decina di facinorosi e accusati di vestire pericolosissimi ed evidenti simboli neonazisti. E qui arriva l’aspetto tragicomico della vicenda: i nostri due militanti indossavano due polo blu scuro uguali con sul petto il simbolo di un gallo ricamato di bianco e una minuscola scritta in latino. Cosa rappresentava questo palese attacco alla democrazia e alla libertà? Semplicemente la polo del collegio dove i due –studenti fuori sede- alloggiano. Un’evidente divisa neonazista, secondo gli arguti aggressori: i quali non si sono solo limitati a minacciare in gruppo pesantemente i due ragazzi (“ti spezziamo le gambe, appena esci da qui ti uccido!”), ma sono arrivati all’assurdità di scambiare la collanina con crocifisso di uno dei due per un simbolo di appartenenza fascista. All’intervento di altri membri del nostro collettivo in difesa dei nostri compagni, la situazione si è surriscaldata, e dalle minacce i suddetti squadristi sono passati ai fatti. Chi degli altri ragazzi di ULD ha tentato di placare gli animi ha manifestato chiaramente la propria e la loro appartenenza al collettivo, senza essere ascoltato.

La situazione, se non fosse tremendamente seria, potrebbe sembrare quasi risibile, malgrado il rischio concreto per i nostri compagni, sopraffatti dal numero degli aggressori. Eppure, come detto, c’è poco da scherzare e molto da riflettere. Tra le cose più gravi che ci premuriamo di portare all’attenzione di ogni compagno che abbia partecipato alla manifestazione vi è il fatto che il collettivo ULD figurava tra gli aderenti/organizzatori della manifestazione, come era anche possibile leggere nello specifico evento Facebook. Se non fosse stato anche per il nostro collettivo la manifestazione sarebbe stata meno plurale e con un’età media decisamente più alta: insieme ai nostri compagni dell’Università Cattolica si è infatti presentata tutta una rete di amici, compagni e fratelli di lotta. A differenza di chi ha aggredito i due militanti di ULD, noi partecipiamo attivamente alle manifestazioni. Discutiamo, ci muoviamo e le viviamo in prima persona. Questi metodi da squadristi non ci appartengono. E non dovrebbero appartenere a nessun nostro compagno di strada, per quanto ci riguarda. Con le loro azioni violente, l’impossibilità di dialogare e i metodi squadristi, essi hanno messo a repentaglio la sicurezza dell’intera manifestazione, trasformando un momento di aggregazione pluralistico in una rissa da stadio. Contro di loro è dovuta intervenire addirittura la polizia, e questi sono riusciti a dimostrare ancora una volta come pochi imbecilli siano in grado di rovinare un momento di autogestione responsabile. E’ responsabilità di tutti organizzarsi perché certi eventi non abbiano più a ripetersi. Con questo comunicato il collettivo dell’Università Cattolica ULD Studenti di Sinistra intende denunciare la gravità dell’accaduto e la natura kafkiana dell’aggressione. Riteniamo che le manifestazioni siano punti di incontro e scambio di idee, senza supremazie di sorta, ma che se anche ci si voglia ritagliare un ruolo centrale, questo vada guadagnato attraverso il dialogo e l’affermazione pacifica delle proprie idee. Non intendiamo quindi assolutamente discostarci dalla manifestazione e dai suoi scopi. Ribadiamo il nostro ruolo nell’aver pubblicizzato e preso attivamente parte all’evento, ribadendo il nostro essere stati la più vasta forza giovanile presente. Sarebbe ridicolo pensare che pochi facinorosi possano rovinare un momento così bello e politicamente decisivo.

Per concludere, quindi, ci stringiamo intorno ai due uldini aggrediti e agli altri due nostri militanti attaccati (tra cui una ragazza) in seguito al loro tentativo di difesa dei nostri compagni. Le nostre lotte continuano, al netto di pochi imbecilli. La parola d’ordine, in Grecia come in Italia, rimarrà “Libertà!”.

ULD Studenti di Sinistra

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